domenica 13 maggio 2018

Monte Spieler


13 maggio 2018 - 1360
Monte Spieler

Anche quando il tempo è minaccioso e le cime sono nascoste dalle nuvole è bello girovagare tra le malghe e i rifugi sparsi nel bacino sciistico di Merano 2000.

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)
tuttavia non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente
anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@tiscali.it

Zona: Avelengo e San Genesio
Gruppo: M.ti Sarentini-Gr. di Punta Cervina
Mappe: TABACCO: 40 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 505 / Tempi ore: 3.30 / Distanza Km: 12,6 / Valutazione: T
Itinerario:  Falzeben (1610), Moschwald (1760), Malser Alm (1783), Kreuzjöchl (1985), Spieler (2080), Rif. Merano (1960), Rif. Parete Rossa (1815), Falzeben (1610)

Da Merano raggiungiamo Falzeben e posteggiamo negli ampi parcheggi della stazione sciistica di Merano 2000. Da qui prendiamo la carrareccia che punta ad est partendo dalla stazione a valle della cabinovia, ferma in questa stagione.
Siamo sul sentiero 51 che alterna tratti in dolce salita a tratti molto ripidi e lastricati (Foto 1)
e che ci porta alla Moschwald Alm. Mantenendoci sul segnavia 51, raggiungiamo a quota 1780 la Malser Alm e il bivio col sentiero 15 che trascuriamo per rimanere sulla strada forestale che a tornanti prende quota. Usciti dal bosco arriviamo al Passo della Croce / Kreuzjöchl (Foto 2),
valico posto all'incrocio di più sentieri e normalmente molto panoramico, non però nelle giornate di cattivo tempo come oggi. Possiamo comunque ammirare il bel crocifisso che da il nome al passo. Camminando al fianco dello steccato che sale in direzione nord, raggiungiamo a quota 2080 il dosso denominato Spieler (Foto 3),
da cui si domina tutto il bacino sciistico di Merano 2000 (Foto 4),
e poco più in basso il Rifugio Merano. Non vediamo invece, perchè avvolte dalle nuvole basse le cime di Picco Ivigna e Laste di Verdins. Continuando verso nord, ma ora in discesa, verso nord, raggiungiamo la carrareccia con segnavia 3 e con questa poco più avanti il Rifugio Merano aperto e vista la giornata nuvolosa e abbastanza fredda ne approfittiamo per pranzare al caldo (Foto 5).
Ripreso il cammino ci portiamo alla partenza della seggiovia che sale al Rifugio Monte Catino / Mittagerhütte, e da qui prendiamo la carrareccia con segnavia 14 che dolcemente cala verso ovest. Mantenendoci alti sulla destra del Rio Sinigo, superiamo il bivio col sentiero 17 per giungere poi al Rifugio Parete Rossa. Dopo aver superato a m 1766 il Rifugio Zuegg (Foto 6)
completiamo la discesa fino al posteggio di Falzeben sotto una leggera pioggia.

sabato 12 maggio 2018

Forcella Valdurna


12 maggio 2018 - 1359
Forcella Valdurna
(Durnhölzer Jöchl)

Escursione nei Monti Sarentini a pochi chilometri da Bolzano con breve ma ripida salita sul versante meridionale del Monte Ganda / Genterberg.

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Zona: Val Sarentinoi
Gruppo: Monti Sarentini - Gr. della Cima di San Giacomo
Mappe: TABACCO: 38 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 726 / Tempi ore: 3.30 / Distanza Km: 6,6 / Valutazione: E
Itinerario: Posteggio Valdurna (1505), Bivacco (1890), Forcella Valdurna (2235), ritorno per la stessa strada.

Risaliamo la Valdurna, laterale sinistra della Val Sarentino, e posteggiamo un centinaio di metri prima dell'omonimo paese, dove è vietato entrare con gli automezzi. 
Percorso a piedi un breve tratto di strada asfaltata e sorpassato il ponticello sul rio che esce dal lago, prendiamo sulla sinistra il sentiero 12 che scalinato e ripido passa fra le case. Usciti dall’abitato il sentiero continua sui prati gialli per il tarassaco in fiore (Foto 1).
Con belle vedute del paese collocato sulla parte meridionale del lago (Foto 2)
raggiungiamo un maso dove il sentiero sembra finire. Piegando sulla destra lo ritroviamo e su un tracciato ripido che sale nel bosco raggiungiamo una piazzola con casetta, qui termina anche una strada forestale. Sorpassata una staccionata, continuiamo per il sentiero 12, che in breve ci porta a un bivacco ben attrezzato con cucina e tre letti (Foto 3).
Intorno a noi tutte le piante di pino mugo sono state tagliate lasciando sul terreno i tronchi contorti (Foto 4).
Il sentiero 12 ora devia nettamente verso ovest e prosegue in piano per ricominciare poi la salita in direzione nord. Siamo sui 2000 metri e a questa quota spesso il sentiero sparisce sotto le chiazze di neve tant'è che per non sprofondare negli accumuli siamo costretti ad abbandonare i segnavia e cercare le zolle di terreno scoperte (Foto 5).
A m 2235 arriviamo alla Forcella Valdurna (Foto 6) da cui si potrebbe scendere in Val Sarentino percorrendo la valletta di Rio della Chiesa / Kirchbergbach o salire verso Cima di Quaire / Karnspitz mete a cui rinunciamo sia per la neve sul terreno che per il peggioramento del tempo. 
Per il rientro, ripercorriamo lo stesso percorso della salita e dopo aver sostato al bivacco rientriamo al posteggio. In paese passando dalla chiesa dedicata a San Nicolò merita entrarci per ammirare i numerosi e begli affreschi (Foto 7).

domenica 6 maggio 2018

Lago Verde e Cime di Pozzo


6 maggio 2018 - 1358
Lago Verde e Cime di Pozzo
(Grünbachsee - Putzenhöhe)

La Strada del Sole che corre alta a nord della Val Pusteria interseca diverse vallette che scendono dai Monti di Fundres. Oggi risaliamo la Valle di Rio Verde raggiungendo prima il Lago Verde e poi la panoramica vetta Cime di Pozzo.

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Zona: Val Pusteria
Gruppo: M.ti di Fundres
Mappe: TABACCO: 033 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 870 / Tempi ore: 4.00 / Distanza Km: 10,5 / Valutazione: EE
Itinerario:  posteggio Gelenke (1575), Moarhof (1830), Unter Grünbachalm (1943), Lago Verde (2258), Cime di Pozzo (2438), Unter Grünbachalm (1943), sentiero Marmotte, Murmeltierweg (1943), Moarhof (1830), Gelenke (1575).

Percorrendo la strada che va da Terento a Falzes, qualche chilometro dopo Terento e subito dopo il cartello della località Corti / Hofern prendiamo sulla sinistra la strada asfaltata indicata per Moarhof. La percorriamo per alcuni chilometri giungendo ai 1575 m dell’ampio posteggio “Gelenke”.
A piedi proseguiamo sulla carrareccia con molta facilità fino al punto di ristoro Moarhofalm (Foto 1).
La strada continua e un centinaio di metri più avanti prendiamo sulla sinistra il sentiero 65 che sale ripido in direzione nord e raggiunge a m 1943 la Untere Grünbacher Alm da cui si gode un ampio panorama verso la Val Pusteria.
Continuando, poco prima di raggiungere la Obere Grünbacher Alm, a m 2090 lasciamo la forestale per imboccare sulla destra il sentiero 65 con indicazione "Grünbachsee e Putzenhöhe". Prendiamo rapidamente quota, attraversiamo tratti ancora innevati che si alternano con altri fioriti  (Foto 2)
e giungiamo sul fianco del Lago Verde / Grünbachsee ancora gelato. Il sentiero ora è completamente coperto dalla neve e si sprofonda facilmente. Con un po' di attenzione e con una certa fatica raggiungiamo a m 2320 la sella da cui è ben visibile il Monte Sommo / Sambock. Seguendo i segnavia non sempre evidenti sul tracciato assai ripido (Foto 3)
raggiungiamo a m 2438 la croce di vetta di Cime di Pozzo / Putzenhöhe  (Foto 4).
Ci troviamo sullo spartiacque fra la Valle di Selva dei Molini e la Val Pusteria e da questa cima possiamo ammirare contemporaneamente le Alpi Aurine, le Vedrette di Ries e le Dolomiti tutte ancora abbondantemente innevate (Foto 5).
Dopo una breve sosta iniziamo il rientro sullo stesso itinerario sostando sulla sponda del Lago Verde (Foto 6)
dove alcune marmotte ci corrono attorno per nulla intimorite dalla nostra presenza (Foto 7).
Ricalcando le orme della salita proseguiamo fino alla Moarhofalm e dopo una sosta ristoratrice rientriamo al posteggio Gelenke non sulla carrareccia ma utilizzando il sentiero che evita i tornanti della strada.

martedì 1 maggio 2018

Soraga - Tamion


1 maggio 2018 - 1357
Soraga - Tamion

Breve escursione che si svolge alla base orientale del Gruppo del Latemar, lì dove una volta passava il confine tra i principati vescovili di Trento e Bressanone.

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Zona: Val di Fassa
Gruppo: Latemar
Mappe: 4LAND: 133 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 500 / Tempi ore: 2.45 / Distanza Km: 9,1 / Valutazione: T
Itinerario:  Soraga-Barbida (1244), Tamion (1535), Carolina (1690), Col da la Polenta (1580), sent. 571, Soraga Barbida (1244).

Dalla statale della Val di Fassa, giunti al centro di Soraga ci portiamo nella parte alta del paese e posteggiamo nei pressi della chiesetta del rione di Barbida.
Il nostro cammino sul sentiero 556 indicato per Tamion-Vigo  parte da m 1244 passando sotto un arco fra le case. Percorrendo una ripidissima stradina asfaltata in pochi minuti ci alziamo di duecento metri (Foto 1)
giungendo a una casetta di legno e a una spianata prativa da cui abbiamo un ampio panorama verso Latemar e Catinaccio (Foto 2).
Sotto di noi la Val di Fassa e lontano il Gruppo del Sella (Foto 3).

Si continua in dolce salita su carrareccia raggiungendo l'agglomerato di Tamion.
Intorno alla chiesetta case contadine con i caratteristici fienili (Foto 4-5),alcuni agriturismi e il grande albergo Gran Mugon. Continuiamo sul 556 verso Col de la Chiusa addentrandoci nel bosco, superiamo il bivio per Lavazè e raggiunto e scavalcato il letto del Rio Barbida / Ruf de Barbida puntiamo decisamente a sud. Pochi metri sopra di noi passa la nazionale che unisce il Passo di Costalunga a Vigo di Fassa. Più avanti, sorpassata una bella casetta di legno, arriviamo a un grande spiazzo occupato da cataste di tronchi. 
Un cartello ci dice che siamo a "Carolina - Comun da Vich - 1690 m" e Intorno a noi, dove la neve se n'è appena andata, alcune macchie di soldanelle danno un po' di colore alla giornata grigia (Foto 6).
Col sentiero 520 iniziamo la discesa verso Moena abbandonandolo però in località Col de la Polenta per prendere il 571 per Soraga. 
Ci troviamo sull'antico confine tra i principati vescovili di Trento e Bressanone e su questo percorso sono presenti i cippi di confine risalenti all'Anno Domini 1551. Con una digressione di pochi metri vediamo il cippo nr. 4 e proseguendo, ma più in basso, il cippo nr. 8. Su entrambi i cippi son scolpiti i simboli dei due principati, l'Agnello per Bressanone e l'Aquila per Trento (Foto 7).

Giunti a quota 1545 anziché proseguire verso Soraga col sentiero 571 ci manteniamo sulla carrareccia che con alcuni tornanti ci porta a una terrazza-belvedere da cui dominare le case di Soraga. Oltre che offrirci una grande tavola di orientamento la balconata è munita di tavole e panche ideali per la sosta. Brevissimo e comodo il rientro a Barbida.