sabato 5 agosto 2017

Montaccio di Pennes (Tatschspitze)



5 agosto 2017 - 1316
Montaccio di Pennes
(Tatschspitze)

In una giornata molto calda iniziare il cammino dai 2200 metri del Passo Pennes è allettante. L'escursione alla fine, pur con un dislivello contenuto, risulta essere abbastanza lunga.

L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)
tuttavia non ho difficoltà ad autorizzarne la pubblicazione ed eventualmente
anche a fornire file fotografici con maggior definizione. Scrivetemi: mfgardini@tiscali.it

Zona: Val Sarentino
Gruppo: M.ti Sarentini - Gr. Cima S.Giacomo
Mappe: TABACCO: 38 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 660 / Tempi ore: 4.00 / Distanza Km: 10,4 / Valutazione: E
Itinerario:  Passo Pennes (2211), Monte Laste/Astenberg (2367), Dosso Basso/Niedereck (2304), Montaccio di Pennes/Tatschspitze (2526), bivio 14A-14B (2277), Penser Joch Alm (2158), Passo Pennes (2211)


Lasciamo la macchina a Passo Pennes e passando davanti all'albergo Alpenrosenhof prendiamo il sentiero 14B che
corre sulla  dorsale da cui dominiamo le due statali che dal passo scendono a nord verso Vipiteno e a sud verso Sarentino (Foto 1).
Quasi in piano arriviamo a quota 2260 una piccola croce e poi con salita più accentuata raggiungiamo la sommità della tondeggiante elevazione dell'Astenberg a m 2367 dove un branco di capre pascola tranquillamente. A est è ben visibile il Montaccio di Pennes/Tatschspitze nostra meta (Foto 2).
Dopo essere calati di un centinaio di metri ci immettiamo nel sentiero 14A che procede in saliscendi verso est e da cui si domina la valle del Talvera (Val di Pennes) col paesino di Laste (Foto 3).
Passati passati sul versante dell'Egger Tal (Foto 4)
superiamo i bivi col sentiero 10 per Asten e col 14A per il Lago di Pontelletto/Puntleider See. Ora la salita si fa ripida e camminando su ciottoli e sfasciumi, osservati da tranquille marmotte (Foto 5),
giungiamo all'anticima con ometti di pietre e subito dopo alla croce del Montaccio di Pennes/Tatschspitz. La cima, che è la più settentrionale del Gruppo della Cima di San Giacomo sarebbe assai panoramica (Foto 6),
purtroppo le nuvole basse ci privano di quel panorama a 360 gradi goduto in una salita precedente. Per il ritorno percorriamo lo stesso itinerario della salita fino al bivio fra i sentieri 14A e 14B. Puntando verso la Penserjoch Alm il 14A taglia quasi in piano il lato meridionale dell'Astenberg tenendo molto in basso la Tramintal. Pur essendo un sentiero comodo e facile non è consigliabile a chi soffre di vertigini ma ci permette di ammirare d'infilata la Val di Pennes. Più avanti il sentiero piega verso nord e, ora più largo, cala comodamente alla Penser Joch Alm situata a lato della statale. Siamo a meno di un chilometro da Passo Pennes che raggiungiamo camminando in salita lungo la strada.

martedì 1 agosto 2017

Cascate di Stanghe (Gilfenklamm) e Museo delle Miniere



1 agosto 2017 - 1315
Cascate di Stanghe (Gilfenklamm) e
Museo delle Miniere

Dedichiamo la giornata, passata con due bimbi, a due particolari aspetti della Val Ridanna: l'orrido delle Cascate di Stanghe/Gilfenklamm e le Miniere di Monteneve a Masseria.

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Zona: Alta V.Isarco-Wiptal
Gruppo: Breonie di Ponente - Catena fra Val Fleres e Val Ridanna
Mappe: KOMPASS: Digital Map Alpi - TABACCO: 44
Dislivello metri: 200 / Tempi ore: 2.00 / Distanza Km: 4
Valutazione: T
Itinerario:  Stanghe (970), Jaufensteg (1149), Stanghe (970).

Da Vipiteno, risaliamo la Val Ridanna fino a Stanghe dove lasciamo la macchina al grande posteggio attiguo al campo sportivo.
Una passeggiata lungo il fiume ci porta alla cassa posta all'entrata del percorso delle cascate “Gilfenklamm”. Dopo un lungo tratto sul sentiero pianeggiante che corre sul fianco del Rio Racines giungiamo a una passerella di legno che scavalca il corso d’acqua.  
La gola si fa ora più stretta. Sulle scoscese pareti si aggrappano alberi e cespugli, mentre in basso rumoreggia l'acqua del torrente. Il sentiero prosegue fino ad una grossa roccia che costringe a passare brevemente sul lato opposto della gola. 
Una serie di serpentine conduce in alto su una piattaforma dove un ponticello porta al vero e proprio ingresso dell'orrido. 
Ancora qualche passaggio con scale e dopo un breve tratto in piano si gira attorno ad un imponente roccia ed ecco un'alta cascata che si getta, impetuosa e spumeggiante, nella strettissima gola. Superato un angusto passaggio si raggiunge con un ponte teso tra le due sponde, direttamente sopra la cascata (Foto 1-2-3-4).
Altri stretti passaggi e una serie di brevi scalinate e passerelle ci portano all'uscita dell'orrido e alla strada provinciale che sale alla stazione sciistica di Racines. Siamo all'altezza dell’albergo Jaufensteg a m 1149 (Foto 5). Per il rientro abbiamo due possibilità: scendere nuovamente attraverso la gola o proseguire l’escursione in forma circolare sul versante sud della valle con il sentiero 1A che passa da Burghof a m 1235, supera la Rovina di Reifenegg e scende fino a Stanghe. Noi optiamo per il rientro attraverso la gola che ora troviamo affollata, stessi tempi quindi della salita per il ritorno. N.B. I tempi indicati sono molto lunghi perchè comprendono le continue soste fotografiche.

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Completiamo la giornata risalendo la Val Ridanna fino a Masseria dove si trova Il Museo Provinciale delle Miniere e dove è possibile effettuare vari tipi di percorsi esplorativi lungo le gallerie del grandioso bacino minerario di Monteneve che si estende dalla Val Ridanna alla Val Passiria. 
Noi effettuiamo il "PERCORSO COMPATTO" con guida che dura un paio d'ore e che nella galleria didattica offre un viaggio nel tempo dal Medioevo fino ai tempi moderni. Indossato il casco e per chi vuole la mantella cerata vediamo con i nostri occhi le pericolose ed inimmaginabili condizioni di lavoro, che si dovevano affrontare per portare alla luce le ricchezze del sottosuolo: soprattutto argento, piombo e zinco. Inizialmente si scavava con punta e mazzetta (Foto 6),
poi, con l’arrivo dell’aria compressa poterono sfruttare i primi macchinari, che la guida rimette in funzione. Ci vengono spiegate le tecniche d’estrazione, di brillamento ed i vari sistemi di illuminazione. 
Ci vengono mostrate anche le tecniche per separare il minerale grezzo dallo scarto, dagli inizi del Medioevo fino all’epoca moderna. La visita termina con l'attivazione del mulino ad acqua (Foto 7), del frantoio ed del mulino a sfere per sminuzzare il minerale.

domenica 30 luglio 2017

Bagni di Mezzo e Pergheri-Malga Revò



30 luglio 2017 - 1314
Bagni di Mezzo (Mitterbad)
Pergheri-Malga Revò (Matzlaun-Rawauer Alm)

Nella giornata odierna le previsioni del tempo sono pessime per cui decidiamo di non muoverci a piedi ma di andare a scoprire un luogo della Val d'Ultimo abbandonato e a noi sconosciuto.
A seguire la breve escursione nella Val di Non tedesca che dai pressi di Provès ci ha portato a due delle tante malghe-ristorante delle Maddalene.


L'utilizzo delle fotografie e del testo è soggetto a COPYRIGHT (C)
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Zona: Passo Castrin
Gruppo: Maddalene
Mappe: TABACCO: 042 - KOMPASS: Digital Map Alpi -
Dislivello metri: 350 / Tempi ore: 2.00 / Distanza Km: 5,3 / Valutazione: T
Itinerario:  Statale (1425), Matzlaun (1460), Malga Revò (1735), Malga Cloz (1730), Bergwiesen (1600), Statale (1425).

I Bagni di Mezzo/Mitterbad distano 3 km da S. Pancrazio in Val d'Ultimo e sono raggiungibili con una stretta strada asfaltata.
Sapendo che si trattava di importanti bagni gestiti fino al 1971 non pensavamo proprio in un abbandono così devastante Il complesso formato da due edifici e una cappella (Foto 1-2-3-4)
è aperto e lasciato nella più totale incuria, peccato perché la storicità del sito meriterebbe una rivalutazione.
Tre tabelloni in loco illustrano storia, uso e frequentatori dei bagni e anche sul web si può leggere:


"I Bagni di Mezzo furono menzionati per la prima volta nel 1418 con la denominazione "Walcherguet in Vlten in mitern Pad" (podere di Walcher a Val d'Ultimo nel Bagno di Mezzo). Erano già largamente conosciuti e molto frequentati da tempo. Agli inizi del XIX secolo erano considerati uno dei bagni più noti nell'area tedesca. Molti personaggi del tempo come Otto von Bismarck, l'imperatrice Elisabetta d'Austria, i fratelli Heinrich e Thomas Mann ed il pittore Franz von Defregger vi soggiornarono. Thomas Mann terminò proprio a Bagni di Mezzo il suo romanzo sui Buddenbrooks.Il bagno era organizzato in modo che la popolazione più semplice utilizzasse delle vasche di legno, divise per sesso, in due stanze. Mentre per la clientela nobile erano predisposte vasche in marmo divise in singole cabine. La cappella consacrata ai Santi Cosma e Damiano fu costruita già nel XVII secolo e nel 1840 e venne abbattuta e ricostruita in altro luogo poco lontano. Il massimo periodo di prosperità dei Bagni di Mezzo si ebbe nel corso del XIX secolo e fino al 1919, anno in cui furono venduti. Negli anni successivi Bagni di Mezzo cambiarono spesso proprietario. Furono gestiti fino al 1971. Grazie alle sue fonti terapeutiche ricche di ferro e magnesio, Bagni di Mezzo era considerata una delle località termali più rinomate di tutto il Tirolo tedesco. http://www.ultental-valdultimo.com/it/bagni-mezzo.html


Continuando la ricerca di posti sconosciuti, dai Bagni di Mezzo prendiamo la strada che giunge subito a Buchen e che poi con un lungo percorso tortuoso su strada sterrata raggiunge la locanda Pfrolln (Foto 5)
dove già eravamo giunti, però a piedi, da Passo Palade. Rientrati, questa volta su buona strada asfaltata a San Pancrazio, essendo nel frattempo tornato il sole, completiamo la giornata con una camminata.

Percorrendo la strada provinciale che dalla Val d'Ultimo porta a Provès non trovando posto ai parcheggi di Passo Castrin scendiamo fino a m 1425 e lasciamo la macchina dove si stacca sulla destra la stradina per Matzlaun, in italiano Pergheri (Foto 6).
Pochi metri sull'asfalto per raggiungere le quattro case di Matzlaun e qui prendiamo il sentiero 6 con indicazione Rawauer Alm e Kleiner Kornigl (Malga Revò e Cornicolo). A quota 1505 ci immettiamo nella forestale 11 che giunge da Provès e la seguiamo fino a m 1600 quando il segnavia 6 diventa un sentierino che si inoltra nel bosco. La salita si fa più ripida e i segnavia si fanno radi, è un sentiero poco battuto. Dopo un quarto d'ora di cammino raggiungiamo comunque la forestale che in pochi minuti ci porta alla Malga Revò / Rawauer Alm e subito dopo alla Malga Cloz / Clazner Alm (Foto 7),
nei cui pressi sostiamo. Siamo su un alpeggio dominato dalle cime del Monte Ometto/Mandspize (Foto 8),
della Vedetta Alta/Ultner Hochwart e del Monte Cornicolo/Kornigl mentre sotto di noi si stende la Val di Non. Individuato sotto la Malga Cloz il sentiero 7 lo seguiamo raggiungendo i prati denominati Bergwiesen e più avanti l'incrocio col sentiero 3 che ci riporta alle case di Matzlaun e alla provinciale dove abbiamo la macchina.